FAQ

     

 

   
 

 

 

punto elenco

Servizi per il cittadino, rapporto con l’economia ed integrazione dei sistemi. Quale schema di intervento può definire una rete in grado, a livello provinciale, di collegare le funzioni generali rivolte ai cittadini a servizi più specializzati, come quelli destinati all’utenza svantaggiata?

Non può certo esistere uno schema unico di intervento, tuttavia la funzione di collocamento mirato, propria sia dei servizi per l’impiego che dell’intervento sull’utenza svantaggiata e sui disabili, implica che l’approccio individualizzato riguardi tutti. L’analisi dei sistemi più efficaci e della stessa normativa regionale consente quindi l’adozione di un metodo che preveda un sistema basato su un primo livello di servizi generale (informazione, amministrativo, accoglienza e primo orientamento) ed una successiva specializzazione, che parte dall’individuo per collegare alla difficoltà individuale il sostegno che va costruito sulla specifica categoria di svantaggio.

La definizione sul territorio provinciale della rete dei servizi per l’impiego può quindi prevedere la costituzione di un sistema di intervento in grado di sviluppare e realizzare servizi su diversi livelli:

  • Un livello di base, destinato a garantire alla generalità dell’utenza l’accesso a strumenti e servizi di prima accoglienza, di orientamento, di informazione (con particolare attenzione all’utenza giovanile), nonché una efficiente azione rivolta alla semplificazione e alla definizione delle procedure amministrative;

  • Un ulteriore livello specializzato, interventi mirati e strutture specifiche, destinato, da un lato, a fornire, implementare e realizzare servizi di consulenza per il sistema economico e le imprese e, dall’altro, a realizzare un intervento coordinato e di sistema nei confronti dell’utenza svantaggiata;

  • Un servizio mirato, in attuazione della Legge 68 del 1999, per l’inserimento lavorativo dei disabili e la promozione delle convenzioni e dei relativi servizi.

punto elenco

Come si collega la funzione generale del servizio pubblico per l’impiego agli interventi specifici per l’utenza svantaggiata, secondo la normativa italiana e le recenti indicazioni del FSE?

La funzione di servizio per l’utenza svantaggiata costituisce un elemento di fondo dei nuovi servizi per l’impiego e , come indicato dalle linee guida 2000-2006 del Fondo Sociale Europeo, si propone di realizzare interventi e strumenti per migliorare l’occupabilità e realizzare pari opportunità in favore delle fasce deboli.

L’approccio di servizio per l’occupabilità deve quindi collegare tutte le iniziative ed i servizi al recupero dalla condizione di svantaggio. Appare quindi utile specializzare gli interventi ed i relativi servizi, come per esempio in attuazione della legge 68 del 1999 per l’inserimento lavorativo dei disabili, ma è necessario non separarli, collegarli in una ottica di integrazione nel sistema dei servizi per l’impiego e nel rapporto tra questo e le strutture per la formazione e lo sviluppo locale.

punto elenco

Per la costituzione di un servizio SILUS per l’utenza svantaggiata è utile proporre un modello di riferimento e distinguere l’intervento per i disabili dall’azione rivolta alle altre condizioni di svantaggio?

La legge 68, la legislazione sui servizi per l’impiego e la vasta produzione di norme attuative consentono un margine di autonomia e flessibilità nell’organizzazione dei nuovi servizi ed in particolare dei SILUS. E’ tuttavia evidente che:

  • Il servizio SILUS costituisce la sede dell’integrazione tra le politiche attive, gli interventi sul disagio sociale, le misure per l’utenza svantaggiata ed il collocamento mirato dei disabili;

  • Più funziona l’integrazione e più il servizio è efficace sul territorio e può rispondere alle caratteristiche del mercato del lavoro locale;

  • L’integrazione organizzativa dei servizi per l’utenza svantaggiata nell’ambito dei Silus consente il rapporto tra il sistema dei servizi per l’impiego ed i servizi socioassistenziali, elemento decisivo per rendere positive le politiche per l’inserimento e l’occupabilità.

    Tuttavia l’integrazione organizzativa deve consentire la specializzazione dei compiti e delle funzioni, che è favorita da un sistema che attribuisce ad ogni ufficio e servizio una precisa funzione. Va in ogni caso previsto un rapporto forte con il mercato del lavoro locale, in cui le categorie e le condizioni del disagio appaiono diverse anche ad un livello subprovinciale, mentre la disabilità ha profili meno distinguibili a livello provinciale.

punto elenco

Quale rete di relazioni deve saper sviluppare un servizio per l’inserimento dell’utenza svantaggiata e dove va collocato?

Gli specialisti del servizio, da collocare come struttura autonoma presso il Centro per l’Impiego principale della Provincia, devono poter operare in forte integrazione con:

  • Le strutture di assistenza sociale, di volontariato e non profit;

  • Il sistema scolastico e formativo;

  • Le organizzazioni di impresa ed i soggetti della concertazione a livello locale;

  • La cooperazione sociale;

  • Le Asl ed i centri di prevenzione e di riabilitazione.

Va quindi realizzato un sistema di intervento in cui le figure professionali, la loro motivazione, professionalità e preparazione, diventino il perno dell’iniziativa, quali agenti sociali per l’integrazione lavorativa delle fasce deboli.

punto elenco

E’ possibile distinguere e classificare le condizioni e le categorie destinatarie dell’intervento di un SILUS rispetto alla generalità dell’utenza?

E’ utile distinguere gli interventi ed organizzare il servizio in relazione alla condizione individuale. Tuttavia l’obiettivo non può essere la verifica della situazione di svantaggio, quanto l’analisi della capacità lavorativa e l’intervento per ridurre il deficit di occupabilità.

Destinatari dell’intervento, come indicato dalle linee guida del FSE e dall’obiettivo 3 del QCS 2000-2006, sono comunque una pluralità di soggetti, in condizione di difficoltà temporanea derivante da situazioni diverse: contesto sociale, emarginazione, difficoltà individuale, deficit formativo, disoccupazione di lunga durata, lavoratori anziani provenienti da licenziamenti individuali o collettivi, immigrati, ex detenuti o tossicodipendenti etcc.

A questi soggetti si collegano, con una diversa connotazione del servizio, le diverse condizioni riconducibili alla disabilità.

punto elenco

Quali sono in sintesi gli obiettivi del servizio SILUS:

L’intervento specifico sull’utenza svantaggiata definito nell’ambito dei servizi per l’impiego realizza un intervento volto a:

  • Migliorare la qualità di vita delle persone emarginate o a rischio di esclusione sociale, usando strumentalmente l’inserimento o il reinserimento al lavoro, inteso nella sua valenza complessiva economica e sociale

  • Rendere più efficaci gli interventi socio-assistenziali e i relativi costi adottando una metodologia di sostegno alle persone e alle famiglie che mira all’ampliamento delle autonomie personali

Il SILUS è quindi,, nell’ambito dei Centri per l’impiego, un servizio specifico sugli inserimenti lavorativi. Si configura anche come coordinamento per gli interventi relativi agli inserimenti lavorativi attuati dai vari servizi sociali operanti nel territorio. Il servizio SILUS opera quindi quale luogo di collaborazione e relazione attiva tra i servizi per l’impiego rivolti alla generalità delle condizioni individuali e al sistema economico locale ed i servizi e le iniziative destinate ai soggetti in difficoltà e promosse in relazione alle funzioni di assistenza e sicurezza sociale, sostenute attraverso le misure comunitarie e regionali.

punto elenco

Quali sono le attività specifiche proprie del servizio SILUS e direttamente promosse o realizzate?

Il servizio per l’utenza svantaggiata va organizzato e deve prevedere l’attività di figure professionali specializzate ed una organizzazione flessibile ed aderente al contesto locale; questi gli ambiti del servizio SILUS:

  • Svolge l’attività di orientamento, colloquio e consulenza individuale;

  • Realizza la valutazione psico attitudinale e l’affiancamento individuale;

  • Promuove gli interventi di inserimento lavorativo presso enti locali, mondo produttivo e associativo (patti territoriali);

  • Concorre alla formulazione di proposte formative, in stretta collaborazione con il sistema formativo;

  • Ricerca e valuta le opportunità di inserimento lavorativo, instaurando rapporti con le singole aziende, cooperative sociali, enti locali, ecc;

  • Collabora con i Comuni, i servizi socio-sanitari e i servizi penitenziari per l’elaborazione, l’avvio e la verifica dei singoli progetti di inserimento lavorativo

  • Promuove la cooperazione sociale quale strumento di formazione ed inserimento lavorativo;

  • Assicura il monitoraggio e la valutazione delle iniziative per l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate

punto elenco

Quali indicazioni sono utili per il personale impiegato e per definire la struttura organizzativa?

Il servizio SILUS è chiamato ad operare attraverso una struttura specializzata, collocata presso il Centro per l’impiego principale della Provincia, organizzata attraverso una specifica dotazione di supporti informatici ed in rete con il sistema dei servizi per l’impiego e con le strutture di assistenza e formazione operanti sul territorio.

Il servizio può operare al meglio attraverso un sistema a due livelli:

  • alcune figure specialistiche di base, coordinate da un responsabile;

  • il ricorso a professionisti e collaboratori, su esigenze specifiche o su progetto, e la collaborazione con studi, enti ed associazioni specializzate su singole iniziative ed interventi.

La logica che si definisce è quindi quella del team di intervento, che consente l’integrazione della struttura e delle figure della task force di base con una rete di esperti, di professionisti od attraverso l’inserimento, a progetto, anche part time, delle figure professionali operanti nei servizi sociali e per l’inserimento lavorativo, pubblici o privati, anche al di fuori del territorio della provincia.

punto elenco

Quali possono essere i principali aspetti relativi alla formazione del personale destinato ad operare sull’utenza svantaggiata?

La presenza di esperti e di personale dotato di adeguata professionalità richiede la definizione di un percorso formativo specifico, destinato ai profili professionali richiesti dal servizio SILUS, in grado di realizzare un duplice obiettivo:

  • Fornire un metodo operativo ed un livello di formazione comune tra gli operatori del servizio, rispetto alle questioni attinenti il modello di intervento, l’integrazione organizzativa, le tecniche di inserimento, la legislazione e lo sviluppo dell’attività di consulenza, l’affiancamento e le tecniche di rimotivazione destinate alle fasce deboli. In questo modo è possibile sviluppare un metodo in grado di consentire il lavoro in rete, con una tecnica che rafforzi la dimensione di team;

  • Sviluppare un successivo modulo specializzato, distinto per le singole figure professionali previste, con la previsione di stages ed un forte raccordo con il sistema universitario e gli strumenti e le metodologie formative rivolte all’aggiornamento professionale degli esperti nelle distinte funzioni ed attività;

  • Prevedere un metodo di formazione e di aggiornamento professionale continuo, in relazione con il sistema universitario, aperto, in grado di collegare la formazione e l’attività degli esperti del SILUS all’aggiornamento e alla attività formativa e di orientamento dei soggetti e degli operatori che collaborano con il SILUS nelle diverse funzioni di relazione con l’utenza svantaggiata, sia in ambito pubblico che privato e non profit. 

 
         

CNA Impresasensibile - Via Giuseppe Tomassetti, 12 - 00161 Roma - Tel. 06/44188501 - Fax 06/44188502 - impresa.sensibile@cna.it