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La Sfida Incompiuta
di Romano Benini
In Italia le politiche del lavoro funzionano meno rispetto a quanto accade nel resto d’Europa. L’anello debole del sistema sono i servizi per il lavoro e per la formazione. Più di dieci anni fa le riforme del Governo Prodi hanno avviato i servizi pubblici per l’impiego ed il decentramento del mercato del lavoro, più di cinque anni fa il Governo Berlusconi ha introdotto le agenzie private per il lavoro ed il ruolo di nuovi soggetti accreditati. In questi dieci anni miliardi di euro si sono riversati sulle Regioni italiane per sostenere il lavoro e la formazione e per promuovere le politiche attive. Eppure i risultati non sono arrivati e non stanno arrivando. In Italia i servizi per il lavoro pubblici e privati intermediano meno del dieci per cento del lavoro, tre volte meno di quanto accade nel resto d’Europa. I servizi non promuovono l’occupazione, ma non funzionano soprattutto gli interventi per rendere occupabili le persone, affidati a decine di soggetti poco coordinati.Nel Libro edito da Donzelli, La sfida incompiuta, dieci anni di politiche del lavoro, Romano Benini, giurista, giornalista e per anni esperto di Italialavoro e dell’Unione delle Province d’Italia, affronta gli snodi delle nostre politiche e dei servizi per l’occupabilità. Il testo contiene anche interessanti saggi di Pierantonio Varesi, di Diana Gilli e di Roberto Landi e contributi da Italialavoro e dai dirigenti dei servizi per l’impiego.
Nel lavoro di Benini ci si sofferma sull’analisi dei sistemi locali del lavoro e ne esce un quadro soprattutto disomogeneo : ci sono Regioni e Province che hanno saputo lavorare insieme e creare servizi utili per i lavoratori, i giovani e le imprese. Ci sono anche centri per l’impiego che funzionano ed agenzie formative che preparano le competenze che servono alle imprese, collaborando anche con i servizi privati.
Benini propone quindi una considerazione, che trova conferma nei dati ed è avvalorata dai contributi degli autori dei saggi contenuti nella seconda parte dell’interessante volume. I limiti delle nostre politiche per l’occupabilità sono evidenti, ma nonostante questo non vengono affrontati con decisione e spirito riformatore. Una cultura politica e sindacale poco attenta alle esigenze di chi cerca lavoro, ma solo al mantenimento dei posti esistenti; una spesa nazionale per politiche attive e servizi per il lavoro tutta sulle spalle dei fondi europei e di gran lunga inferiore alla media europea; personale poco preparato, motivato e molto meno presente sul territorio rispetto a quanto accade in Europa; un decentramento regionale privo di standard nazionali e di regole condivise.
Sappiamo quindi cosa manca e cosa va fatto. Per esempio, suggerisce Romano Benini introdurre finalmente il principio base del welfare europeo: se hai perso il lavoro hai diritto a partecipare ad interventi e programmi per tornare al lavoro, promossi dai servizi per l’impiego, e durante questi programmi accedi ad una indennità di sostegno al reddito. Nulla a che vedere con i nostri tradizionali ammortizzatori sociali. In realtà questo principio è già presente nel nostro ordinamento, ma i sistemi regionali ed il caotico modello di governance che regola le politiche del lavoro e della formazione rendono in buona parte poco presente questa regola aurea del welfare europeo nel nostro Paese.
Non c’è un welfare che sia quindi giusto e per tutti, che aiuti il lavoro, senza servizi per il lavoro e la formazione che funzionino. Uno snodo di fondo, da noi ancora tutto da affrontare e da risolvere. Da cui passa anche il ruolo delle Istituzioni e la loro capacità di dare servizi ai cittadini. Da cui passa il ruolo delle Province, un istituzione locale che viene spesso messa in discussione e che è fondamentale per promuovere il lavoro, la formazione, le opportunità sul territorio.
Nel libro di Benini si chiarisce come, da un lato, la soluzione stia in una maggiore chiarezza istituzionale e , dall’altro, nel posizionare le promozione e gestione dei servizi per il lavoro e per la formazione ad un livello di intervento vicino ai cittadini e alle imprese, subregionale, come il nostro legislatore aveva previsto più di dieci anni fa affidando alle Province i centri per l’impiego. Non tutte le Province si sono dimostrate all’altezza di questo compito, non tutte le Regioni hanno saputo promuovere interventi utili ai cittadini e alle imprese, non tutti i servizi privati sono efficaci. Serve una nuova strategia che attribuisca responsabilità e funzioni in modo chiaro e che permetta di esigere degli standard di qualità per l’orientamento, la formazione, l’incontro domanda ed offerta su tutto il territorio. Nel testo di Benini ci sono anche proposte chiare in questo senso, nella speranza che il tema di come migliorare l’occupabilità degli italiani non sia marginale nell’attuale dibattito politico.
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